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  • Rinnovo cariche Rete delle Professioni Tecniche (RPT)

    In data 25 settembre 2019, l’Assemblea dei Presidenti della Rete delle Professioni Tecniche ha deliberato all’unanimità di riconfermare il Coordinatore, Ing. Zambrano, ed il Segretario\Tesoriere, Dr.ssa Nausicaa Orlandi (Presidente della nostra Federazione Nazionale).

    Con l’augurio che questa conferma della nostra presenza nella RPT possa, in questo nuovo mandato, essere di continuità nel lavoro intrapreso e permettere alle nostre categorie professionali di essere sempre più riconosciute a livello ministeriale.

    La nostra presenza alla RPT é molto importante, anche per ruolo ricoperto dalla Dr.ssa Orlandi, vista la necessità di fare squadra e fronte comune con le professioni sia tecniche che sanitarie, su tematiche importanti quali quella dell’equo compenso, della valorizzazione e tutela del professionista regolamentato, del ruolo del libero professionista nella società. La RPT è ormai un interlocutore consolidato per le istituzioni proprio perché rappresenta oltre 600.000 professionisti ed è in grado di lavorare in sinergia per proporre fattivamente – tramite i propri gruppi di lavoro – istanze, emendamenti e linee guide.


  • Equo compenso: manifestazione nazionale

    Il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali e la Rete delle Professioni Tecniche hanno indetto una manifestazione nazionale il 30 novembre p.v., al teatro Brancaccio di Roma, dalle 9.30 alle 13.30. La giornata sarà un’importante occasione di confronto istituzionale sul tema dell’equo compenso.La situazione attuale rende più che mai urgente un intervento deciso da parte dei professionisti: i tentativi di confronto degli ordini con le istituzioni non sembrano avere riscontro.
    La sentenza del Consiglio di Stato 4614/17, che riconosce alla pubblica amministrazione la possibilità di prevedere una liquidazione di € 1,00 quale compenso per le prestazioni professionali, è espressione delle gravi lacune normative in materia di equo compenso.
    Infine, le proposte di legge in materia, attualmente ferme in Parlamento, rischiano di decadere con la fine, imminente, della legislatura. La manifestazione è volta a sensibilizzare il paese su un tema fondamentale per le sue implicazioni costituzionali, sociali ed economiche. L’equo compenso è un principio sancito dalla Costituzione Italiana, è fondamentale per riconoscimento del ruolo delle professioni nella società e per la garanzia di una concorrenza basata sulla qualità. Il vuoto normativo in materia di equo compenso causa una spinta al ribasso che, svilendo le remunerazioni, comporterà un progressivo ed inesorabile impoverimento qualitativo delle prestazioni professionali, inaccettabile in un paese come l’Italia. E’ auspicabile la partecipazione di professionisti iscritti al nostro Ordine professionale affinché si pongano le basi per l’inversione di tendenza da noi tutti auspicata.


  • D.Lgs. 42/17 “Criteri generali per l’esercizio della professione di Tecnico competente in acustica”

    Nota CNC del 27/04/2017

    Il D.Lgs. 42/17 entrato in vigore il 19.04.2017 fa parte del quadro normativo nazionale in materia di inquinamento acustico. Con tale Decreto Legislativo sono stabiliti i criteri generali per l’esercizio della professione di Tecnico competente in acustica, di cui all’articolo 2 della legge 26 ottobre 1995, n. 447. La professione di tecnico competente in acustica rientra tra le professioni non
    organizzate in ordini o collegi di cui alla legge 14 gennaio 2013, n. 4 (art. 20 Capo VI D.Lgs. 42/2017). E’ stato istituito, come recita l’art. 21, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, l’elenco nominativo dei soggetti abilitati a svolgere la professione di tecnico competente in acustica, sulla base dei dati inseriti dalle regioni o province autonome. Coloro che hanno ottenuto il riconoscimento della qualificazione di tecnico competente in acustica da parte della regione ai sensi del DPCM 31.03.1998 entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, possono presentare alla regione stessa, nei modi e nelle forme stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, istanza di inserimento nell’elenco.

    L’iter legislativo relativo alla normativa che disciplina la figura del Tecnico competente in acustica ha visto interventi a partire dal 2016 da parte delle varie categorie professionali della Rete delle Professioni Tecniche per ribadire l’importanza dell’inserimento della figura del tecnico competente in acustica tra le figure che necessitano di una garanzia che solo l’iscrizione ad un ordine professionale può dare.

    Lo scorso anno il Consiglio Nazionale dei Chimici era intervenuto direttamente presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, ribadendo che “la Professione regolamentata di Chimico nell’ambito del DPR 328/2001 all’art. 36 lett.l) prevede l’attività di “misure ed analisi di rumore” e che “pertanto numerosi iscritti all’Albo professionale svolgono attualmente attività di Tecnico Competente in Acustica, di cui alla Legge 26/10/1995 n. 447.”

    Il Consiglio Nazionale dei Chimici ha espresso formalmente la propria disponibilità a collaborare alla stesura finale dello schema di Decreto Legislativo recante “Disposizioni in materia di armonizzazione della direttiva con la normativa nazionale e relativi decreti attuativi”. Le sollecitazioni pervenute da più ordini e collegi professionali non sono state accolte nel nuovo Decreto Legislativo n. 42/2017. La richiesta presentata anche dal Consiglio Nazionale dei Chimici al Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare ancora nella fase dello schema di decreto legge non è stata accolta.

    Per la nostra categoria si pone un ulteriore problema: il comma 1 dell’articolo 22 del Capo VI del D.Lgs. 42/17 restringe l’iscrizione all’elenco dei Tecnici competenti in acustica a coloro che siano in possesso della laurea oppure della laurea magistrale ad indirizzo scientifico espressamente specificata nella parte A dell’allegato 2, oltre che di almeno uno degli ulteriori requisiti ivi previsti (specifici corsi oppure titoli universitari). Nell’Allegato 2 mancano le classi di Laurea in Chimica (L27, LM54 e LM71).

    In grave violazione della disposizione contenuta nella legge delega, il Capo VI del D.Lgs. 42/17 istituisce un elenco e restringe le possibilità di accesso al medesimo per la formazione e l’attività professionale dei Tecnici competenti in acustica, nonostante queste ultime, così come espressamente previsto dall’ articolo 2, commi 6, 7 e 8, della Legge 26 ottobre 1995, n. 447, dovessero, invece, essere consentite a tutti i possessori, oltre che della specifica e pluriennale esperienza richiesta, di un diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico oppure del diploma universitario o del diploma di laurea ad indirizzo scientifico. Tale normativa non aveva predisposto un elenco di classi di laurea e lasciava pertanto anche ai Chimici come laurea
    scientifica lo svolgimento di tali attività.

    Il Consiglio Nazionale dei Chimici ha pertanto ritenuto di intervenire immediatamente sul D.Lgs. 42/17 al fine di tutelare un’attività che il laureato in Chimica poteva svolgere secondo la L.447/95 che l’attuale D.Lgs. 42/17 modifica restringendo e limitando l’attività ad alcune classi di laurea, con ovvia limitazione non giustificata, discriminatoria e comunque non proporzionale tale esercizio professionale. Il D.Lgs. 42/17 contiene disposizioni che restringono il libero accesso, nonché
    l’esercizio in massima libertà e concorrenza. Il D.Lgs. 42/17 così come articolato, si pone inoltre in palese contrasto con le fonti normative di rango superiore (Legge 14 gennaio 2013, n. 4 e Legge 26 ottobre 1995, n. 447) che vengono richiamate nel suo preambolo e alle quali dovrebbe dare attuazione. Considerando la tipologia di atto normativo e le modalità di intervento correlate, da subito il Consiglio Nazionale ha provveduto ad effettuare segnalazioni a:

    – Commissione europea – Direzione Generale della Concorrenza ed alla Direzione Generale dell’Occupazione, Affari Generali e Inclusione, richiedendo un intervento affinché rilevi il recepimento non corretto della direttiva 2006/123/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del mercato interno.

    – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, richiedendo un intervento ai sensi dell’articolo 21 della Legge 10 ottobre 1990, n. 287.

    – Ministeri dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero della Giustizia, ed ai relativi Ministri, richiedendo che intervengano affinché si prenda atto dell’illegittima istituzione di un elenco professionale che abilita, in via esclusiva, alcuni soggetti all’esercizio della professione non regolamentata di tecnico competente in acustica, senza tener conto neppure che tra le competenze di una professione regolamentata quale quella del Chimico vi sono le misure ed analisi di rumore e di inquinamento elettromagnetico.

    – Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, richiedendo che intervenga per garantire una leale collaborazione tra le Amministrazioni centrale e regionali nella normazione e nell’applicazione delle norme relative alla professione di tecnico competente in materia acustica.


  • Determinazione dei compensi dei professionisti, richiesta incontro per prossime iniziative legislative

    Da tempo si discute sul tema dei compensi professionali, aboliti con le inefficaci liberalizzazioni di Pier Luigi Bersani, Ministro del goveno Prodi. Il decreto Bersani-Visco, ufficialmente decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito poi dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è una legge della Repubblica Italiana, prima parte del cosiddetto “pacchetto liberalizzazioni” proposto dal Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani durante il Governo Prodi II. Con tale decreto sono state aboliti i tariffari degli Ordinei Professionali. Praticamente sono state cancellate le tabelle che stabilivano la parcella minima spettante ad un libero professionista che eseguiva una prestazione professionale su committenza privata o pubblica.

    Questa parte del decreto è stata criticata per svariate ragioni, che si riassumono brevemente:

    1. Le tariffe professionali non hanno riguardato le categorie professionali allo stesso modo, alcune ne sono state sostanzialmente escluse.
    2. L’intervento sulle tariffe e non sulle attività riservate significava intervenire su aspetti secondari. Si pensi ad attività riservate ai notai, non in linea con il progresso tecnologico. Interventi contraddittori con la premessa (“lenzuolate liberalizzatrici”).
    3. Alcune tariffe uscite dalla porta sono rientrate dalla finestra. Si pensi al dibattito di fine 2012 sulle tariffe degli avvocati.

    Il tema dei compensi professionali è stato più volte portato all’attenzione nel corso delle audizioni svolte in Parlamento e nei contributi documentali inviati agli organi decisori della Repubblica.

    La Rete delle Professioni Tecniche (RPT), della quale fa parte il nostro Consiglio Nazionale, congiuntamente con il Comitato Unico delle Professioni (CUP), ha inviato al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, ad oggetto “Determinazione dei compensi dei professionisti, richiesta incontro per prossime iniziative legislative”. Il Ministro ha fissato per il giorno 3 maggio 2017 un incontro sulla tematica del giusto compenso e sul testo del “Jobs Act del lavoro autonomo”. In tale data saranno ascoltate le ragioni delle varie categorie professionali. Saranno presenti anche i rappresentanti del CNC per discutere di questo delicato e importante tema per la nostra categoria professionale.

    Di seguito si riporta il link alla circolare della RPT.

    Prot. n.224 del 24_04_2017 – Circolare n.015_2017 RPT – informativa lettera Ministro Poletti